05 — Fenomeni
2026 · 05 7 min read
Ciao! Questa settimana debug rischiava di non uscire. Pensavo di non aver abbastanza spunti, poi però mi sono messo d’impegno e il risultato lo vedete qui. L’ho chiamata fenomeni ma non si parla di calcio, intendo invece le manifestazioni, i segni di qualcosa che avevamo percepito e in qualche modo sta prendendo forma. Si parla anche di Cina, è in parte voluto, sono convinto che dobbiamo mantenere un atteggiamento curioso verso quello che arriva dalla Cina, ricordandoci sempre chi siamo.
./links
Shrinkflation Is Quietly Making All Gadgets Worse
https://gizmodo.com/shrinkflation-is-quietly-making-all-gadgets-worse-2000754565 Ormai lo sapete dal primo numero di debug che le Ram sono aumentate, ma ora stiamo iniziando a vedere gli effetti di quegli aumenti. I produttori stanno cominciando a offrire specifiche ridotte o prezzi gonfiati o addirittura entrambe le cose. Avete presente quei film ambientati in futuri distopici in cui si usa tecnologia messa insieme con i rottami? Eh, da qualche parte quel futuro deve pur cominciare (c’è una canzone di Nena che dice proprio questo: Irgendwie fängt irgendwann Irgendwo die Zukunft an, - “In qualche modo, prima o poi, da qualche parte il futuro comincia.”).
Beijing Is Using Influencers to Burnish Its Image
https://foreignpolicy.com/2026/04/27/china-influencers-dubai-propaganda-chinamaxxing/https://www.quarter—mile.com/The-Locals-Dont-Know https://archive.is/6PtD1 La settimana scorsa sono stato a un incontro con Simone Pieranni sulla Cina e tra le altre cose si è parlato di Chinamaxxing. Sarà un caso o forse sarà per l’illusione di frequenza, ma ho cominciato a vedere ovunque articoli proprio sul Chinamaxxing, tornato alla ribalta di recente perché i paesi del golfo stanno ingaggiando influencer per raccontare che a Dubai si è sicurissimi nonostante i droni che piovono in testa.
How I moved my digital stack to Europe?
https://monokai.com/articles/how-i-moved-my-digital-stack-to-europe/ La situazione globale la conosciamo tutti e i dubbi sull’atteggiamento degli Stati Uniti sono sempre di più. In questo articolo, Wimer Hazenberg (inventore dello schema colori Monokai, default per Sublime Text) si è dato il tempo di spiegare e raccontare quello che in tanti nel mio settore stiamo facendo da tempo: trovare alternative europee ai servizi americani.
Digital sovereignty sounds like a buzzword until you think carefully about what it means. It means knowing where your data lives. It means not being one policy change, one acquisition, or one executive’s bad mood away from losing access to tools your business depends on. It means choosing infrastructure based on values, not just convenience.>
C’è un sito che aiuta a trovarle con più facilità, se la questione vi interessa.
What happens when you post a real Monet and say it’s AI?
https://x.com/Jediwolf/status/2054776716770320631/photo/1 Un bell’esperimento sociale, ma i fotografi di casa nostra se ne sono accorti già da molto tempo. Se pubblicate una fotografia di Venezia vista dalla laguna in una limpida giornata primaverile, quando il fenomeno dello Stravedamento dà il meglio di se, sarete sommersi di commenti che dubitano delle vostre capacità di fotografo: è AI! vi diranno. Incredibile come il senso critico compaia solo in queste occasioni.
Palantir’s true believers are wearing this jacket
Non riesco a spiegarmi l’attrazione che hanno le aziende della Silicon Valley e partiti di destra per il Signore degli Anelli. Ho provato a capirci di più ma non mi rassegno al fatto che uno dei miei libri preferiti sia strumentalizzato da certa gente (Palantir nel Signore degli Anelli è il nome delle pietre veggenti, letteralmente significa che guardano lontano). Tolkien a parte (ci ritornerò, perchè veramente mi fa male al cuore), c’è sempre stata nella Silicon Valley una certa inclinazione alle “divise”: ricordate il dolcevita di Steve Jobs? Le magliette grige di Mark Zuckerberg? Ad un certo punto è stata la volta dei gilet Patagonia (gilet in pile, in California!). Ora sono arrivati i Chore Coat di Palantir e anche OpenAi ha fatto il suo.
For over a year, along with its merch, Palantir has been trying to sell the idea that it is, actually, a lifestyle brand. In a credulous interview with GQ leading up to the release of the jackets, a Palantir employee told the magazine that the company “exists to ensure that the institutions that power the United States and its allies have the best software capabilities on Earth,” and that wearing Palantir-branded clothing was a way for other people to hitch their wagon to this ideology.
Prima che uscisse la notizia di Palantir ne stavo cercando uno su Vinted ma non sono più così convinto.
./cucina
Una o due volte a settimana mi piace cucinare dei piatti di un altro paese del mondo, molto spesso asiatico. Mi piace perchè in certi piatti la parte vegetale non è un sostituto della carne ma l’ingrediente principale. Recentemente a Belluno ha aperto un nuovo ristorante cinese, ci siamo già stati 3 volte e c’è un piatto che mi fa volare.
Il Gān Guō Gān Yè Dòufu (干锅干叶豆腐) è un piatto della cucina del Sichuan. “Gan Guo” significa letteralmente “pentola secca” perchè a parte una discreta quantità di olio, non c’è un brodo.
Ingredienti
400 g di tofu a fettine sottili1 peperone verde2 peperoncini secchi2 spicchi d’aglioun pezzetto di zenzero2 cipollotti o una cipolla tagliata a spicchi1 cucchiaio di pasta al peperoncino1 cucchiaio di salsa di soiamezzo cucchiaino di zuccheropepe di Sichuan q.b.olio per saltare
Preparazione
Tagliare il tofu fette sottili. Scaldare il wok con un po’ d’olio e far rosolare il tofu finché non prende leggermente colore e poi metterlo da parte. Affettare peperoni, cipollotti, aglio e zenzero. Nello stesso wok far soffriggere aglio, zenzero e peperoncini finché il profumo non diventa intenso, aggiungendo un po’ di pasta al peperoncino. Unire adesso i peperoni e i cipollotti e saltare tutto rapidamente a fuoco alto.
Quando i peperoni sono leggermente ammorbiditi rimettere il tofu nel wok e far saltare insieme a salsa di soia, zucchero e pepe di Sichuan finché il condimento non si riduce e tutti gli ingredienti sono ben amalgamati con il condimento.
Servire caldissimo (al ristorante portano la pentola bollente montata su un fornelletto a gel). Si può accompagnare con del riso al vapore.
./musica
Non ho ascoltato nulla di nuovo di recente, ma sono usciti due singoli abbastanza notevoli: il primo è Home to Us di Paul McCartney con Ringo Starr che annuncia il nuovo album di Paul. Il secondo è In the stars dei Rolling Stones, anche questo per annunciare il nuovo album. Niente male per questi veterani del rock ‘n roll, sembra quasi che vogliano mostrarci ancora una volta come si fa.
./libri
Franco Faggiani - L’inventario delle Nuvole
Quando mi piace lo stile di un autore, finisco a leggere un po’ tutto quello che scrive o ha scritto. È il caso di Franco Faggiani, il cui romanzo di esordio “La manutenzione dei Sensi” mi era piaciuto parecchio, così ho viaggiato con lui e suoi libri lungo l’Italia (Non esistono posti lontani) e fino in Giappone (Il guardiano della collina dei Ciliegi). Dico viaggiato perché le sue descrizioni sono sempre precise e dettagliate, tanto che sembra di esserci stati veramente nei paesaggi che racconta. In questo libro il viaggio è in Val Maira durante la prima guerra mondiale, è la storia di un ragazzo che scopre il mondo attorno a sè mentre diventa uomo, si confronta con le proprie convinzioni e sceglie di costruire un modo, nuovo, suo, di affrontare la vita.
Eccoci alla fine, spero abbiate apprezzato lo sforzo di non saltare un’uscita per pigrizia. Questa newsletter è anche un esercizio con me stesso e la mia costanza. Ci vediamo tra due settimane, ma nel frattempo continuiamo a osservare i fenomeni. A proposito di fenomeni: Forza Sinner!
