04 — Essenza
2026 · 04 9 min read
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Bentornati a debug, la newsletter che resiste e che è arrivata al quarto numero.
Questa settimana vi propongo un paio di link che possono sembrare a tema botanico (e infatti lo sono) ma sono anche scuse per parlare d’altro che mi sta a cuore. C’è un po’ del mio solito romanticismo delle macchine e una bella invettiva contro chi sta rovinando internet e il mondo con le sue manie di grandezza.
./links
The Hero’s Journey Is Burning the Planet
https://abiawomosu.substack.com/p/the-heros-journey-is-burning-the L’avete capito ormai, sto vivendo con crescente disagio il far parte di un industria guidata e definita da personaggi di cui non condivido il pensiero. In questo post di Abi Awomosu c’è un’interessante analisi sul comportamento e le motivazioni che spingono Sam Altman di OpenAI, Mark Zuckerberg di Meta e Elon Musk di SpaceX. Quello che è interessante è che usa la mitologia per spiegare il loro percorso, usando un framework che è addirittura applicabile anche ad alcune donne nelle medesime posizioni di potere. È un bell’esercizio, un modo per ragionare dei perché le cose sono quello che sono, non penso sia necessariamente corretto, ma sicuramente utile. Cita The Social Network che è uno dei miei film preferiti, quindi capite perché ha avuto la mia attenzione fin da subito:
The final shot: Zuckerberg sits alone in a conference room after the depositions. He opens Facebook. He sends a friend request to the ex-girlfriend from the opening scene. And he refreshes. And refreshes. And refreshes.
The man who built the world’s largest connection machine, sitting alone, unable to connect with a single person. Three billion human relationships captured as infrastructure, and it cannot fill the space where one real relationship was.
The Social Reckoning che uscirà a ottobre 2026 è una sorta di sequel di The Social Network e sarà scritto e diretto da Aaron Sorking (The West Wing, Newsroom, Moneyball, The Social Network),
The Beauty of Bonsai Styles
https://longwoodgardens.org/blog/2023-05-17/beauty-bonsai-styles Cosa ci fa una pagina che racconta il mondo dei bonsai in questa newsletter? Beh, innanzi tutto perché i bonsai mi piacciono. Ne ho anche avuti un paio prima che morissero durante una mia vacanza (Li avevo lasciati a qualcuno che li bagnasse, sono stati annegati) e mi piacciono così tanto che in camera di commercio la mia ragione sociale è proprio Bonsai. Mi piacciono perché sono una forma d’arte e di cultura, richiedono tempo, pazienza e osservazione della natura, come tante cose del mondo dovrebbero essere. Negli ultimi anni non ho curato un bonsai ma un orto, più avanti vi parlerò anche di quello.
“Bonsai is not about copying nature exactly, but about capturing its essence in miniature form.”
Laws of software engineering
https://lawsofsoftwareengineering.com/
Per alcuni anni sono stato convinto di aver scoperto una legge dello sviluppo software. Le avevo anche dato un nome, scimmiottando una legge studiata in Fisica al Liceo: la legge della conservazione della complessità. Ho scoperto anni dopo che si trattava semplicemente della Legge di Tesler e che aveva lo stesso nome a cui ero arrivato anch’io e che la persona che l’aveva formulata aveva un curriculum straordinario (Larry Tesler ha inventato il copia-incolla, tra le altre cose).
Every application has an inherent amount of irreducible complexity that can only be shifted, not eliminated.
Dodici secoli di fioriture dei ciliegi.
https://jivx.com/kyoto-bloom Chi mi segue su instagram sa che ho una predilezione per la fioritura dei ciliegi del Giardino dei Signori di Bressanone, che documento ogni anno. Il picco della fioritura dei ciliegi (Sakura) in Giappone viene registrato da più di 1200 anni e questo ci permette di vedere ancora una volta gli effetti del cambiamento climatico in un grafico che ormai conosciamo a memoria, perché è identico per altri indicatori. Nel 2026 il picco è arrivato il 29 marzo, 2 settimane prima rispetto alla media dell’era pre-moderna. Ecco una cosa spesso sottovalutata sulla crisi climatica: non c’è una memoria storica di cosa può succedere e come fronteggiarlo, per 1200 anni le cose sono andate in un altro modo e quello che “facevano i nostri nonni” potrebbe non funzionare più in un clima che cambia.
Omacon Keynote
https://www.youtube.com/watch?v=sMxskir7Rug David Heinemeier Hansson è un personaggio controverso. Quando parla di software è un visionario (ha inventato Ruby on Rails e fondato un’azienda pioniera nel lavoro da remoto) ma quando parla di altri temi… lasciamo perdere. In una recente bega con Apple ha abbandonato i prodotti di Cupertino ed è passato a Linux, creando una sua distribuzione e contribuendo significativamente ad aumentare la quota di mercato del sistema operativo. Nel suo keynote ci sono temi che mi stanno a cuore e mi sembra di rivedere nel suo entusiasmo lo stesso che ho anch’io.
We need a full reboot and reset and a celebration of computers as objects.
And not just because it’s computers, but because humans create incredible objects that are far more than just about achieving some end.If you take the wrist watch, in my opinion this is the greatest wristwatch of all time. This is the Rolex Daytona. It has about 300 tiny little parts in it that add up to an experience of telling the time that could be done with an also very nice $20 Casio.
Computers are like that in many ways, too. And the way we use them are like that in many ways, too. That the mission we’re on when we’re trying to use it to do something could be done in a million different ways. often far simpler, often far less costly perhaps or less cumbersome, already prepackaged, but then it wouldn’t be ours. Part of the fun of playing with computers in the way that we do, us in this room, is that we get to take the case back off. We get to tinker with 300 little balance wheels and springs and escapements and feeling like we’re part of the clockwork. We’re not just consumers of it.
Artemis II Lunar Flyby
https://www.nasa.gov/gallery/lunar-flyby/ Non c’è bisogno di presentare la missione della Nasa, quindi vi linko solo una galleria di fotografie fantastiche dalla missione Artemis II. Sono il mio sfondo da quando sono uscite.
./Ai
A.I. Should Elevate Your Thinking, Not Replace It
https://www.koshyjohn.com/blog/ai-should-elevate-your-thinking-not-replace-it/ Al quarto numero di Debug il concetto lo avete capito, l’AI intesa come strumento è un coltello affilato, e nelle mani di uno Chef può fare grandi cose. Ma è facile adagiarsi e usarla per sostituirsi a noi, non per pigrizia ma come dipendenza.
The danger is not that A.I. will make people lazy in some vague moral sense. ==It is that it makes it easy to simulate competence without building competence.==
There is now a very real temptation to hand a model a problem, receive a plausible answer, and then repeat that answer as if it reflects your own understanding. That is close to plagiarism, but in some ways worse. At least when a student copies from another person, there is still a real human source behind the answer. Here, people can present machine-produced reasoning they do not understand, cannot defend, and could not reproduce on their own.
That is intellectual dependency being labeled as leverage.
./Cucina
Oggi non ho una ricetta, ma due preparazioni con lo stesso ingrediente, utili per qualsiasi ricetta. L’ingrediente di questo numero di debug è l’aglio orsino. Foglia che possiamo trovare in abbondanza nei nostri boschi. Le sue foglie hanno un forte profumo di aglio ma il sapore è delicato (basta non esagera). Potete sostituire l’aglio orsino con le foglie verdi del porro o l’erba cipollina o anche il basilico, il procedimento è lo stesso!
Burro all'aglio orsino
Per fare il burro all'aglio orsino servono 250 o 500 gr di burro e 3 o 6 foglie di aglio orsino (dipende quanto burro usate). Si lascia il burro a temperatura ambiente finchè non diventa morbido e facilmente impastabile. In una ciotola si mischia il burro con le foglie di aglio orsino tritate finemente. Potete aiutarvi con una frusta. Quando il composto è ben amalgamato riversatelo su una pellicola trasparente, arrotolatela per creare un cilindro di burro e chiudete le estremità "avvitandole". Riponete in frigo finchè non avrà ripreso la consistenza classica del burro.
Potete mantecare il risotto, spalmarlo su dei crostini o farci delle saporite omelette.
Olio verde all'aglio orsino
Io per questa preparazione uso il Bimby perché è oggettivamente la soluzione più comoda (anche i ristoranti fanno così) ma con un mixer e un termometro si può fare lo stesso.
Lavate e asciugate le foglie di aglio orsino che avete raccolto, pesatele e mettetele nel mixer con olio di girasole pari a 5 volte il loro peso. Frullate il tutto per alcuni secondi. A questo punto portate l'olio a una temperatura di 65 gradi per almeno 8 minuti (serve a estrarre gli aromi e ridurre la carica batterica). Filtratelo con un colino e una garza in un sacchetto da freezer e appendete il sacchetto chiuso dove appendete i mestoli in cucina.
Dopo qualche ora l'acqua e l'olio si saranno separati, bucate il sacchetto in basso e fate uscire l'acqua, poi raccogliete l'olio in una bottiglia, chiudete con il dosatore e conservate in frigofero. Potete consumarlo crudo per circa 2 settimane. È ottimo per guarnire piatti o dare un po' di spinta alle vostre verdure.
./Musica
Aadam Jacobs Collection
Aadam Jacobs è conosciuto come il Chicago Tape Guy perché tra gli anni 80 e i primi anni 2000 ha registrato migliaia di concerti inclusi R.E.M, Nirvana, The Smiths e tanti altri. Alcuni volontari stanno digitalizzando il suo lavoro che è disponibile su The Internet Archive. Ci sono delle perle notevoli, io in particolare sono in fissa con un concerto degli Smiths del 1986. https://archive.org/details/ajc03221_thesmiths_1986-08-15
./Libri
Come funziona davvero il mondo. Energia, cibo, ambiente, materie prime: le risposte della scienza - Vaclav Smil
L’esercizio intellettuale per me più difficile di tutti è conciliare la differenza tra come sono realmente le cose e come penso che siano. È un problema per tutti, semplicemente c’è chi si ferma alle poche certezze che ha e chi cerca di approfondire mettendole in discussione. Io ho scelto di farmi prendere a pugni in faccia da Vaclav Smil, che scientificamente prova a spiegarci come la nostra dipendenza dai combustibili fossili sia più forte di quanto pensiamo ma anche come stiamo provando ad uscirne.
Anche per oggi è tutto, lo schema penso che ormai si sia capito, ci sono delle cose che restano, delle cose che vanno e vengono, ma spero che si intraveda un filo conduttore. Non mi piace essere un consumatore, voglio capire come funzionano le cose e questa newsletter è una grande raccolta di segnalibri con il commento.
A presto!
